Conceptual Continuity

Quel sottile filo che, al di fuori ed al di sopra dei singoli progetti e delle esperienze personali, unisce l'opera di Ray Johnson all’attuale Mail Art

That tenuous thread that, outside and above individual projects and personal experiences, connects the work of Ray Johnson to the current Mail Art
Ho pensato di chiudere (o aprire che sia) questa rassegna pubblicando una chiamata di mail-art inviatami a fine dicembre, non per questo progetto, da una scolaresca di Madignano. Una chiamata che, in considerazione dell’età di questi giovani “ricercatori”, mi è sembrata una risposta emblematica al tema della Continuità Concettuale qui trattata.

Grazie e complimenti a tutti gli artisti partecipanti per l’ottima qualità delle opere inviate

Maurizio



To receive the final report (in .pdf) of the "Conceptual Continuity" Please send me an e-mail address

233 - Alunni della Scuola Primaria di Madignano

232 - Laura Cristin

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“A MAil train – im Zug der Zeit”
Performance di Laura Cristin nella musica di Dario Della Rossa
International Mail Art & Performance Festival
Minden (Germany) 12-14 dicembre 2008

231 - Isabelle Vannobel

230 - senza mittente da Brasile

229 - Waridi Hamdan

228 - Virgy

227 - Monica Michelotti

226 - Carla Cryptic

225 - Ioana Enescu

224 - Antonio Grassi

223 - Truica Dan Tudor

222 - Carla Bertola

Steve D. Dalachinsky

220 - Robert Swierkiewicz

219 - Denise Hunley


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218 - Heike Sackmann

217 - Ezunfela

216 - Edward Kulemin

215 - Ivana G. Kippes

214 - Nicola Frangione

213 - Torma Cauli

212 - Henrik Cloodt

211 - antic-ham

210 - Klaus Peter Dencker

209 - Little Shiva

208 - Guido Vermeulen

207- Dott. Porka

206 - Şinasi Güneş

205 - Steen Krarũp

204 - Norbert Venzke

203 - Luciano Fiori

202 - Lucia Maria Turnes Bammann

201 - Nico van Hoorn

200 - Jennifer Zoellner

199 - Don McNulty

198 - Ruud Janssen / TAM Rubberstamp Archive

197 - Margit Kupsch

196 - Silvano Pertone

195 - Alfonso Caccavale

194 - Mariacela Liliana Mander

193 - Hilda Paz

192 - Carlos Zürck

191 - R. F. Côté

190 - Rolando Zucchini


189 - Serse Luigetti

188 - Ivana Rezek

187 - Judith Skolnick

186 - Anastasia Viktorova

185 - Laura Thompson

184 - Adamandia

183 - Elizabeth Ruchti

182 - Demosthene Agrafiotis

181 - LOUMOND

180 - Sergi Quiñonero

179 - Daniel Daligand

178 - Raimundo Matos De Leao

177 - Piero Viti

176 - Vladimir Jakushonok

175 - Cem Demir

174 - Alda Beatriz

173 - Jaromir Svozilik

172 - Aliette

171 - Carlo Iacomucci




"INCONTRI RAVVICINATI" con l'arte postale
Incontri ravvicinati in riferimento a quella parte delle arti visive che si muovono in un contesto molto vasto e direi tra i continenti e le più svariate località della terra, comunemente detta la mail art o più semplicemente l'arte postale.
Con questa arte si hanno contatti dialoganti e spontanei con altre realtà, i rapporti tra gli artisti di tutte le nazioni si avvicinano e a loro volta si moltiplicano; questo è il vedere le numerose opere che compongono sempre ogni volta una manifestazione o un simposio nel suo allestimento completo.
Il rapporto con questa realtà diventa per l'artista un pensiero di libertà espressiva sia nei contenuti sia nei modi tecnici, senza paure di censure o di bello e brutto o di discriminazioni di selezioni e tanto meno richiesta di denaro; l'artista finalmente si sente libero e più libero e non vincolato nel campo delle arti visive. Quando si parla di arte postale i supporti dove l'artista lascia la sua traccia espressiva quasi sempre sono in forma cartacea e su questo voglio soffermarmi per dare un maggior contributo artistico e più nobile alla carta "paper". Essa trasmette all'artista alcune sensazioni ed emozioni profonde ed indelebili; è luce che brilla nei sette colori dello spettro solare, è musica che si libra nello spazio infinito, è supporto del valore cromatico con i suoi mille toni e meravigliosi gradienti chiaroscurali. Tracciando dei segni o tracce sullo spazio cartaceo per la mail art si fanno larghe nel silenzio le figure o le forme che agiscono nel pieno della materia per creare il vuoto della figura stessa. Sulla carta palpabile si dipinge, si scrive, si disegna per sentirsi il più libero possibile verso una dimensione alta e inconfondibile. L'immagine segnica, trasmessa sulla carta per la mail art è una continua ricerca per esprimere una cosa nuova in una immagine nuova. Con la carta si può indagare a scolpire al di là della superficie dello spazio geometrico e scavare nel profondo della materia pittorica, dando risalto alla forza espressiva "vita e potenza". Il segno affannoso ed agitato della drammaticità dell'essere anima le forme voluminose, lasciando piccole o grandi tracce per sentire l'esistenza tangibile della vita creativa. Carta segno scrittura - Carta segno pittorico - Carta segno creativo-libertà nell'arte postale.
www.carloiacomucci.it (Professore di Discipline Pittoriche e di Educazione Visiva)

170 - Simona Candido


169 - Giovanni Bianchini - Patatart


168 - Don Boyd

167 - Giovanni Bonanno


LA MAIL ART

(Il più grande e unico laboratorio planetario di ricerca dove l'arte risulta trasversale a tutte le proposte artistiche in atto) di Giovanni Bonanno

Cos'è la Mail art?La Mail art (Arte postale) è Il più grande laboratorio di ricerca artistica in tutto il pianeta terra; un grande polmone planetario di ricerca libera, un'arte che usa il servizio postale come mezzo, ma che certamente non è soltanto l’arte spedita solo per posta. Ovviamente ci sono artisti Mail che si trovano occasionalmente dentro il circuito dell’arte postale e che non hanno niente da dire e tanti altri che lavorano assiduamente su questo versante producendo opere di grande interesse. Alcuni come Piermario Ciani, uno dei fondatori in Italia della mail Art,crede che La mail art è stata uccisa dalla posta elettronica; secondo Franco Fontana “… oggi è solo un meraviglioso graffito delle neoavanguardie, e quindi pensano che con l’arrivo di internet, l’arte postale è destinata a morire. Personalmente, credo, che la Mail Art, essendo incentrata sulla manualità del fare non sarà condizionata da questo cambiamento marginale, per cui, sicuramente continuerà a essere ancora prodotta utilizzando il sistema postale oltre che ad altri nuovi modi di spedizione.In particolare,la Mail Art a me interessa perchè riesco a trovarmi più libero e più disponibile in senso creativo a sperimentare particolari modalità di lavoro al di fuori del circuito dell'arte ufficiale, ricerche che poi trasferisco nell'arte cosiddetta colta o ufficiale. Non sono due campi di lavoro separati ma concilianti e concidenti; c'è il momento della libera sperimentazione delle tematiche affrontate a confronto con altre realtà del pianeta (Il laboratorio globale del Network) e il momento della messa in atto d'interventi sperimentati e sperimentabili di ricerca personale. Tutto ciò è stato capito molto bene, prima di me, da artisti di grande interesse che hanno lavorato, alcuni in modo intenso, su questo versante di ricerca come:RAY JOHNSON, JOHN CAGE, GEORGE MACIUNAS, JOSEPH BEUYS, ALIGHIERO BOETTI,ENRICO BAJ, PABLO ECHAURREN, RUGGERO MAGGI,GIANNI DE TORA, MICHELE PERFETTI, TOMASO BINGA, ARRIGO LORA-TOTINO, PAOLO BARRILE, LUCIANO CARUSO, PAOLO SCIRPA, SHOZO SHIMAMOTO, CLEMENTE PADIN,ROBERT FILLIOU, MARCEL STUSSI E WOLF VOSTELL.

La Mail art è uno dei più longevi movimenti artistici della storia, una rete ormai assai complessa e sempre più imprevedibile, composta da milioni di artisti del Network che si scambiano messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline postali, collage, poesia visiva, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. È un'arte che non viene creata per essere collocata in un museo o per essere mercificata, ma è arte spontanea che viene scambiata gratuitamente senza fini di lucro. L’arte Mail è nata negli anni ’50 grazie all’opera di Ray Johnson, ed evoluta da precedenti correnti artistiche, come il Futurismo, il Dadaismo, il Surrealismo e il gruppo Fluxus nel quale furono attivi personaggi come: John Cage, George Maciunas e Joseph Beuys.La StoriaAgli inizi del Novecento molti artisti inviavano Cartoline Postali, disegni e altro utilizzando il mezzo postale, tra questi ad esempio Cangiullo, G. Balla,Fortunato Depero e persino P. Klee che utilizzò il mezzo postale per le sue missive artistiche, vedi la cartolina indirizzata a Gabriele Munter, nel 1913, conservata a Monaco (vol.1 “l’Arte del Novecento” di Lara- Vinca Masini ed. Giunti). Si può anche citare una cartolina fotografica in bianco e nero di Milano sulla quale Filippo Tommaso Marinetti era intervenuto con scritte a penna. Inoltre,bisogna ricordare anche il lavoro di un artista contemporaneo come Alighiero Boetti che ha fatto largo uso del mezzo producendo un'ingente quantità di lavori postali; fin dalla fine degli anni sessanta Boetti ha scritto e spedito migliaia di buste contenenti frammenti di altri lavori, e anche Enrico Baj e Pablo Echaurren, che hanno partecipato, a volte, attivamente all'interno del circuito della Mai ArtL'arte postale in ItaliaTra gli autori italiani di oggi è giusto ricordare: Ruggero Maggi, con l’Archivio Amazon creato nel 1985 a Milano, Giovanni Bonanno curatore dal 1989, dell'Archivio Ophen-Documentazione Arte Contemporanea e Mail Art di Mozzate (ora a Salerno), Claudio Grandinetti (direttore dell'Archivio Internazionale Mail Art), Vittore Baroni (curatore della rivista in lingua inglese "Arte Postale!" ed autore di libri dedicati all'arte postale),l'Archivio di Arte e Letteratura "Luigi Pirandello" di Sacile con il bollettino "Mail Art Service",Piermario Ciani, morto nel 2006, Vittorio Baccelli, Anna Boschi, Tiziana Baracchi, Francesco Mandrino, Bruno Capatti, Linda Pelati, Claudio Jaccarino, Piero Simoni (poesia postale), Daniele Ciullini, Fabio Sassi, Serse Luigetti, Demos Ronchi, Guglielmo Achille Cavellini, Giovanni e Renata Strada, Franco Santini e Raimondo Del Prete (I Santini Del Prete), Bruno Chiarlone (Work Area), Alessandro Corsi e Luca Brunori, Franco Nonnis, Tommaso Tozzi.Riflessione di Giovanni Bonanno/ Da 50 anni si sono aperte le frontiere internazionali dell’ arte."E’ interessante riflettere sul concetto di Frontiere aperte. Il 1993 è stato l’anno dell’apertura delle frontiere di diversi paesi Europei. Va riconosciuta all’ Arte Postale (Mail Art)il merito di averle aperte internazionalmente molto tempo prima, con l’attività trasgressiva di Ray Johnson che pensò di dare alla Mail Art un indirizzo autonomo estraendola dal magma “fluttuante” del movimento Fluxus di cui era uno dei tanti aspetti di ricerca, dandogli la possibilità di respirare di vita propria. Intanto, sono passati tanti anni e la Mail Art, dopo un’infanzia molto movimenta e una giovinezza vissuta in libertà, è diventata matura, attraente, desiderabile. Nonostante le svariate “offerte” dimostra ancora indifferenza a tante proposte mercantili. Convinta di rimanere “libera”, vaga dentro il flusso incontenibile delle nuove ricerche non curandosi dei “richiami all’ordine” del sistema. . Se concepirà “nuove idee”, saranno in direzione dì un’arte nuova e verso un naturale sviluppo di ricerche spontanee. Questo è il suo vero destino. Siamo convinti che non si farà facilmente “ammaliare” dalle richieste effimere, dai piaceri momentanei della moda, non verrà costretta a partorire aborti di mercificazione. Se si farà condizionare del mercato,anch'essa soccomberà alla furia distruttrice di questa inquieta, e vuota società".(Manifesto Tecnico della Mail Art di Giovanni Bonanno - Milano,1991Per una nuova strategia dell'arte: "Al di là della linea di Greenwich".

LA SITUAZIONE ATTUALE/ Viviamo in una società che consuma di tutto, dai cosmetici alle armi nucleari :l'arte "ufficiale" si trova a che fare ormai con il patetico, perché non riesce più a convincere; si adatta alle tattiche e alle mode pre-confezionate, producendo oggetti sciatti che la critica tenta, in tutti i modi, di accettare, dando motivazioni di vario genere a giustificare le qualità che spesso non ci sono. Oggi l'artista contemporaneo vive la triste condizione dello sventurato: vittima. e carnefice, bombardato da ondate di dubbia informazione, per cui ha la tendenza ad auto-sterilizzarsi tra l'apatia e la paralisi collettiva. Secondo Peter Scotterdijk "viviamo in un mondo che mette le cose in una falsa equazione, produce una falsa uguaglianza di valori tra tutto e tutti e quindi raggiunge anche una disintegrazione e indifferenza": Con il tramonto del comunismo e delle rivoluzioni sembra vacillare la cultura di una società che fino a poco tempo fa chiedeva all'arte "l'immagine rivelatrice del proprio destino". L'arte moderna, teorizzata dalle poetiche d'avanguardia, da sempre, ha trovato nel confronto spietato delle ipotesi, la propria verità, rifiutando facili accomodamenti! Sembra che tutto sia stato dimenticato; tutto é terribilmente consueto, prevedibile, perché l'arte di oggi vive una dimensione immaginativa priva di tensione utopica. Sono convinto che soltanto "trascendendo le cose" così come sono, esse ci permettono di capirle e di svelarle.

LA MAIL ARTIn questi ultimi anni qualcosa. sta cambiando, per convincersi di ciò basta seguire uno tra i tanti congressi decentrati (Networker Congress), che si svolgono in tutto mondo. Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza continuo a chiamarla "arte marginale", proprio perché desidera sistemarsi al di fuori dal circuito ufficiale dell'arte e da certe relazioni mafiose (critico- galleria - mercato - museo). Le prime esperienze si erano avute con le carte postali di Cangiullo e di G. Balla, con gli interventi ironici e nichilisti degli artisti Dadaisti e con le ricerche di alcuni artisti del gruppo Fluxus. L'arte marginale, detta comunemente Mail Art, secondo il suo vero fondatore, l' americano Ray Johnson, non è un semplice mezzo d'informazione, ma un modo consapevole di produrre arte al di fuori dei principali "canali ufficiali". Nel 1958 l'artista americano dà vita ad una scuola; la "New York Correspondence School Of Art", nella quale per la prima volta raccoglie e archivia i lavori che riceve dai numerosi corrispondenti sparsi in tutto il mondo.Nasce ufficialmente la Mail Art. La. suddetta esperienza non è un'arte spedita per posta, ma un'arte realizzata appositamente per il mezzo postale. Secondo Eugenio Giannì, la Mail Art ha alcune caratteristiche storiche interessanti: 1- La sua marginalità rispetto al sistema dell'arte ufficiale. 2- scambio diretto tra gli operatori artistici, rifiutando ogni intermediario (Galleria -Critico -Mercato).3- Rifiuto di mercificare l'opera realizzata.4- Superamento della distanza geografica e culturale. In definitiva, la Mail Art non è altro che un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Ovviamente, l'arte marginale non può permettersi di assecondare concetti "tradizionali" come la qualità del lavoro, la professionalità o la credibilità., tanto cari a certi artisti nostalgici della tradizione.Quale credibilità può sussistere, se la filosofia di tutto il sistema dell'arte marginale s'incentra sul rifiuto totale di ogni condizionamento? Secondo me, essa può anche permettersi, a volte, di negare "la qualità tradizionale" dell'opera d'arte ufficiale, proprio perché ha bisogno di partecipare intensamente al flusso della comunicazione, che dilaga da una parte all'altra del pianeta in forme casuali, secondo una logica imprevedibile e con itinerari occasionali. In questo senso dettare regole prefissate, che appartengono ai cicli produttivi dell'arte ufficiale, significa "censurare" la libera ricerca dell'artista marginale.

L'EVOLUZIONE DELLA RICERCA:Questa prima fase di ricerca sta per essere sostituita da un'altra più evoluta di grande respiro. Mentre un tempo l'artista operava nel completo isolamento, al servizio del mercato e della critica, ora con i Network c'è, sempre più, il desiderio di autonomia, la necessità di instaurare rapporti e contatti esterni, al di fuori del sistema, attraverso le reti internazionali, utilizzando i diversi mezzi a propria disposizione: dall'arte postale alla copy-art, dalla pirateria telematica Ciberpunk all'editoria marginale non allineata. Questo nuovo sviluppo logico del pensiero sperimentale dovrebbe continuare a porsi al di fuori dei circuiti commerciali dell'arte. La ricerca di tutte queste idee e problemi può essere denominata "arte di confine", seconda fase dopo il primo primitivismo postale. L'arte di confine desidera vivere una dimensione creativa non interessandosi minimamente alla genealogia di ciò che si chiama storia dell'arte, viaggiare da un paese e l'altro tra un emittente e ricevente, con il fine essenziale di relazionarsi ai problemi della cultura di massa. In una società regolata da un libero mercato e del suo "diarroico" traffico economico di immagini, sussiste il desiderio, sempre più crescente, di collocarsi coscientemente al di fuori, in un "altrove" praticabile, rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria; al di là di una immaginaria linea di Greenwich, come possibile spartiacque e cesura tra il presente e il futuro. In questo senso il Networker esprime il dissenso nei confronti delle convinzioni. Mentre il capitalismo distribuisce ricchezza, e il successo costringe a produrre in modo standardizzato e seriale, l'arte di confine dilaga come flusso mentale, preferendo la contaminazione delle idee piuttosto che la monotonia. Essere "artisti di confine", non significa vivere intrappolati all'interno, in un caos organizzato, piuttosto convivere come libera presenza di frontiera, al di là del consueto e del banale. Mario Perniola, su tale problema afferma: "Contro l'accademismo fin dall'inizio si è levato la protesta degli artisti, l'intero movimento romantico può essere interpretato come l'affermazione intransigente della libertà, della produzione artistica contro qualsiasi nome, regola, modello in nome della autonomia assoluta, contro il mercato, la valutazione, la concezione della storia dell'arte, contro tutto ciò che condiziona l'attività dell'artista". Già Hegel aveva individuato il percorso che porta al di là dell'arte; con il Dada, anche gli artisti arrivano a una dimensione radicale dell'arte in tutti i suoi aspetti; pensano all'arte come ostacolo alla libertà della vita e, quindi, come costrizione. Secondo Perniola "l'arte è un carcere, perché gli artisti sono dei carcerieri; essi tengono imprigionata la creatività che si potrebbe manifestare nella società con ricchezza di forme e di espressioni". Il carcere per le false avanguardie è la società, il suo astratto ordine pianificato. Bisogna, quindi, ricominciare a giocare nei luoghi immaginari del tempo, poter rispecchiarsi dentro lo specchio dell'immaginario collettivo, come momento di recupero e di riappropriazione di una identità, come riflessione del proprio essere al di sopra del suo stesso presente e come metamorfosi di un tutto. Occorre liberare l'immaginario, reprimere i falsi concetti, prendere la distanza critica rispetto ai falsi problemi della società e della cultura del nostro tempo. Ciò che conta non è "lo stile", ma la sua necessità a dar voce e corpo al necessario e al diverso. La sfida di oggi è contro una vacua conformità di maniera sempre più dilagante. Prendere coscienza di tutto ciò significa produrre in modo totalmente diverso e inaspettato. Naturalmente Vi è l'esigenza di una verifica "trascendentale", come momento di recupero di una identità; svelamento e riappropriazione del reale, sintesi ed essenza della libertà. L'arte, ormai, ha a che fare con la circolarità elastica e nomade delle idee.

166 - Karl-Friedrich Hacker

165 - Annijames Rivero y Luis Valera Escarrè

164 - Alessandro Pedrazzini

163 - Flora Raducan


162 - Giovanni Trimani

161 - Lothar Trott


160 - Jessy Kendall


159 - Edwin Buado

158 - Alfonso Lentini


157 - Vesna Z. Vezomi

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156 - Angela Caporaso


155 - Ruediger Axel Westphal



154 - Silvia Garzonotti


153 - Bill Montana


152 - Carmela Corsitto

151 - Daniele Mariutti Piovaski




150 - Anne L Braunschweig

149 - Claudia Kippes Aulita


148 - Stephen Perkins


147 - Matthias Jackisch

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146 - Suzlee Ibrahim

145 - Benjamin Bader


144 - Lonnach

143 - Asliza Aris

142 - I SANTINI DEL PRETE

141 - Dirk Vekemans

140 - Gastao De Magalhaes


139 - Horst Baur





138 - Yves Maraux

137 - Dario Sanna

136 - Keiichi Nakamura

135 - Silvia Giusti

134 - Tiziana Baracchi





133 - Rossana Cagnolati


132 - Bruno Pollacci


131 - Richard Canard




130 - Boo Cartledge




129 - W. Mark Sutherland


128 - Cecil Touchon



127 - Sandra (Sandy) DeLuca

126 - Henning Mittendorf



125 - Franco Piri Focardi


124 - Josè Manuel Figueiredo


123 - Aristotelis Triantis

122 - Monica Rex

121 - Chantal Laurin - Rawdon Artist Center

120 - Felice Serino

La chiave della libertà

119 - Kerstin Mahlmann

118 - Nelly Arauz

117 - Daniele Davalli




116 - Tatyana Makarova


115 - Carlos Botana


114 - What Is This Artist Doing ? – Edward Lear


113 - botheyesclosed

112 - Aaron Almeida Holmquist


111 - Fabrizio Legger



110 - ImPrecario - Marco Roncaccia



109 - Celestino Neto



108 - Peter Dowker




107 - Heinz Stefan Bartkowiak


106 - Simonetta Borrelli


105 - Orfee Swerts



104 - Nadia Poltosi

103 - Marina Salmaso



102 - Josh Ronsen


101 - Gene Ray George


100 - Eligio Leschiutta


099 - Dr. Lutz Wohlrab




098 - Dewi


097 - David Drum




096 - Barry Edgar Pilcher







095 - Antonio Cares


094 - Paul Tiilila



093 - Miguel Melero




092 - Honoria Starbuck


091 - Marilena Mercogliano



090 - Gabriela Alonso




089 - Maria Grazia Martina








088 - Vincenzo Montella

087 - Cascadia Artpost

086 - Giancarlo Pucci


085 - Paul Charles Clifford


084 - Emerenciano



083 - Bruno Capatti


082 - Domenico Severino

081 - Tony Mazzochin




080 - Ruggero Maggi







CAOS / VILLAGGIO GLOBALE

All'inizio degli anni '80 scrivevo "La mail art non è solo arte spedita per posta e neppure solo arte che si crea per mezzo del servizio postale…è molto di più - so bene che, ad un osservatore superficiale essa potrebbe apparire così, in fin dei conti, nella grande maggioranza dei casi, essa si manifesta sotto forma di cartoline, francobolli, buste, timbri, ecc…tutti elementi facilmente identificabili con una funzione postale specifica - ma non è così. Maturando all'interno del Network (perché oggi la mail art è diventata un vero e proprio network mondiale!) si può benissimo osservare come dalle prime esperienze di carattere prettamente "postale", attraverso i mezzi sopra descritti e persistenti successivamente, anche se con differenti motivazioni, si possa arrivare ad uno stadio particolare di fare, anzi "vivere" con/di/per l'Arte. In questo periodo in cui la comunicazione assume dimensioni planetarie ed in cui i Cyberpunk, i nuovi corsari dell'era telematica, saccheggiano le banche dati, l'artista si pone come centro ideale di tutto un circuito internazionale e multimediale di contatti (personali o meno) poetici. Il mezzo più frequente per ottenere questi rapporti capillari è costituito dall'arte postale che, come un tentacolare network, abbraccia non solo idealmente il mondo intero, traendo avidamente da questo ogni input di percezione artistica. Il networker è come la tessera di un formidabile mosaico, solo apparentemente peso in un universo sconfinato di energie poetiche. In realtà la sua funzione è unica, poiché unico è il suo collocamento all'interno del circuito stesso con le relative connessioni con gli operatori. Solo attraverso la visione totale degli sforzi di ogni networker vi può essere la percezione globale di questa gigantesca aggregazione artistica. Probabilmente il Networker stesso è la più grande opera d'arte del mondo! La cellula networker ricercherà poi i propri simili seguendo quasi una sorta di irresistibile forza di coesione. "Bene!…(riprendo ora il discorso dopo circa 17 anni!) Questa irresistibile forza di coesione che aggrega, unisce le varie tessere poetiche in un fantastico mosaico artistico altro non è che il…CAOS! Attraverso le forze che regolano la Natura e che, lentamente ma inesorabilmente, sono scoperte dalla teoria del Caos, la nostra percezione sta cambiando. I sistemi caotici hanno cominciato a svelarci segreti meravigliosi che ci apriranno strade fino a poco tempo fa inimmaginabili. La superficie globale del tessuto naturalistico, sociale, psicologico del mondo è messa in luce; la relativa complessità di ciò che circonda non ci spaventa più. Questo tessuto connettivo della Natura viene avvertito come una frammentazione su larga scala, su una scala che ingloba l'Universo. Da lontano ci giungeranno le pulsazioni apocalittiche delle stelle, i movimenti dei pianeti, il lento fluire delle correnti galattiche con le loro comete, i loro meteoriti… Ad un esame più approfondito si potranno osservare le "maree" di magma incandescente delle stelle che ne regolano l'inesorabile pulsare, l'atmosfera od il turbinio, l'ineluttabile stasi di alcuni pianeti, la cui costituzione fisica squisitamente frattale di tutti i corpuscoli celesti, …e così via scavando sempre più nel tessuto, nella materia, nella "carne" stessa dell'Universo per riscoprirsi, dopo il viaggio a ritroso, ad osservare nel Micro-cosmo un altro…Universo! A livello poetico tutto ciò è ben rappresentato dal mosaico mail artistico fatto di strettissime interconnessioni creative tra artisti di paesi diversi; il "villaggio globale" è facilmente decifrabile - a livello visivo - in un variopinto pannello costituito da astratti picchi e isole di colori, di tonalità e sfumature diverse che, ad un esame più approfondito, rivelano inaudite presenze poetiche! Le varie tessere del mosaico si ritrovano, le diverse esperienze si fondono in un tutto dove però l'unicità ed originalità di ognuno rimangono invariate. Ogni pezzo è insostituibile…come il poeta che ne è stato l'artefice! Ora i frattali invadono il campo, ogni elemento è al suo posto…il gioco può iniziare!

Ruggero Maggi

079 - Karen L. Chew


078 - Eliso Ignacio Silva



077 - Marie Atina Goldet


076 - Eugenia Serafini

075 - Vèro Rigole


074 - Joan Desmond



073 - Snappy

072 - Miguel Jimenez - El Taller de Zenòn






071 - Serena Rossi

070 - Kommissar Hjuler






069 - Mete Sarabi






068 - Elisa Battistella




067 - X RAY


066 - Mariano Bellarosa




065 - Denis Charmot

064 - Corporacion Semiotica Galega











063 - Keith A. Buchholz



062 - Renee Bouws


061 - Elida Taborelli


060 - Dame Mailarta

059 - Giuseppe Riccetti




058 - Doyle Dean


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057 - Giorgio Regnicoli


056 - Vittore Baroni



055 - Christy Trotter


054 - Christine Tarantino







053 - Hakan Akcura

"The three skilling yellow"

052 - Uwe Dressler


051 - Claudio Grandinetti











050 - Juan Angel Italiano




049 - Setyo Mardiyantoro


048 - Kurt Beaulieu






047 - Lex Loeb








046 - Daniel Santiago




045 - Jessy Kendall & John M Bennett


044 - Guido Capuano


043 - Ed Varney







042 - Paola Rivabene











041 - Mirta Caccaro







040 - Vittorio Baccelli




039 - Frips